Upping the Ante 2013

ed Schmidt

Il titolo di questo album fu ispirato da una corrispondenza intrattenuta con il mio ancora-mai-incontrato cyber amico Soheyl Dahi. Avevo mandato a Soheyl i files di alcune canzoni registrate per riceverne una sua opinione, e mi rispose con queste testuali parole: «Vedo che si sta alzando la posta con questo tuo nuovo lavoro!». Bersaglio colpito. Sì, in effetti ho proprio cercato di “alzare la posta” con questo album: vi ho dedicato più tempo ed energia (ed anche denaro!), curando preminentemente il lavoro in studio. Infatti,maggiore enfasi è stata data alla strumentazione,con l'aggiunta di sax, basso, violoncello, pianoforte, percussioni, cori, mixing, ecc...Spero, inoltre, di essere riuscito nell'intento di mettermi il più possibile e intimamente in giocoper quanto riguarda i testi. In alcune delle canzoni, si noterà, per l'appunto, una certa tendenza alla provocazione. Il bisogno/desiderio di “lottare”, in altre parole, determina necessariamente l'alzata della mia posta. La scelta tematica di Andrea per la copertina dell'album riassume splendidamente il mio pensiero. Un viscerale bisogno di urlare contro l'apatia e le ingiustizie che ci accompagnano e ci condizionano il vissuto quotidiano. Iraq, Siria, Libia, Afghanistan, Palestina, Somalia, Yemen, Mali, Grecia - l'elenco potrebbe tristemente continuare. Anzi, oserei pronosticare, che, dietro l'angolo, ce n'è anche per noi. Il conferimento di ampi poteri alle nostre forze di polizia,un uso allarmante della tecnologia che ha sempre più accesso alla nostra sfera privata,potrebbe in un batter d'occhio ritorcersi contro le nostre tranquille esistenze. Hanno già iniziato le sperimentazioni con i droni di sorveglianza a 8.000 piedi sopra le nostre città. Personalmente, l'esserne a conoscenza, non mi fa sentire in alcun modo più sicuro. Non occorre un Orwell per capire in che tempi pericolosi stiamo vivendo. Credo che sia giunto il momento di svegliarsi, gente! Comunque sia, passo ora ad una nota più allegra. Come per il mio ultimo album, anche questa volta ho scelto di lavorare con persone strettamente correlate alla mia vita, sia nel passato che nel presente. Ho ripreso i contatti con Bella e Debbie, le due cantanti coriste, dopo un lungo periodo di quasi 20 anni. Avevano partecipato alla festa del mio matrimonio con Bianca nell'aprile del 1992 e ci avevano portato in dono una canzone, scritta ed eseguita dalle medesime per l'occorrenza: ”She was a woman”. Quando chiesi loro di venire in Italia per collaborare al mio nuovo progetto, in maniera del tutto spontanea, decidemmo insieme di includervi questa speciale ballata d'amore. La registrazione fu fatta nei rimanenti 20 minuti alla fine di una sessione giornaliera, confermando, perciò, con assoluta lealtà, la mia filosofia di lasciare sempre ed intezionalmente uno spazio alla magica casualità. Ogni cosa s'incastra al suo posto, quando è investita da vibrazioni positive,da un buon Kharma, dall'energia di cari amici, ed è assistita da un pizzico di fortuna. Incontri casuali con amici, vecchi e nuovi, in posti, situazioni, stati mentali, guardati con stupore, con accettazione. E vedo accadere il tutto da quella che sembra una distanza. Felice e grato che questi cammini si siano incrociati

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